SITTING VOLLEY

Conosciamo il Sitting Volley, la disciplina sportiva inventata nei Paesi Bassi nel 1957 con l’obbiettivo di far giocare le  persone diversamente abili a pallavolo (da seduti).

Come si gioca a sitting volley

Il gioco è molto semplice: su di un campo più piccolo e con la rete più bassa, si sfidano due squadre composte da 6 giocatori ciascuna che, da seduti (natiche devono restare sempre aderenti al suolo quando si colpisce la palla), giocano a pallavolo secondo le stesse regole dello sport tradizionale ovvero i tre tocchi con bagher, palleggio e schiacciata e la rete bassa permette all’avversario in prima linea di murare alzando le braccia e spostandosi lateralmente.

Gli atleti che presentano le seguenti disabilità possono competere nel sitting volley: giocatori con amputazioni, lesioni spinali,  paralisi cerebrali, ictus e problemi mentali. Non esistono classificazioni e distinzioni fra le disabilità.

Successivamente la disciplina si è allargata, permettendo anche ai normodotati di giocare a Sitting Volley. Essendo decisamente molto meno importante l’altezza e l’elevazione, la tecnica prende decisamente il sopravvento.

Marco Francescutto (in foto) inizia ad approcciarsi a questa disciplina a Bagnaria Arsa con la nostra società,

ora atleta nazionale.

Vieni anche tu a provare il sitting volley.. . sono tutti i benvenuti.. anche i normodotati!

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SITTING VOLLEY

Eugenio Borgo